Se solo gli uomini neri molestano le donne: #streetharrasment e razzismo

Qualche giorno fa è diventato virale un video in cui una telecamera nascosta ci mostra quante volte una donna viene molestata semplicemente camminando per le strade di New York: 108 in 10 ore di passeggiata.
Il video, prodotto da Hollaback!, riprende un tipo di inchiesta sviluppata anche tempo fa a Il Cairo, dove il risultato è più o meno lo stesso.

Mentre la diffusione del video aumentava però crescevano anche le perplessità legate al tipo di immaginario scelto: una donna bianca che viene di continuo molestata da uomini neri o ispanici.
Tra chi già rilevava una precisa dose di razzismo e chi invece credeva alla buona fede della rappresentazione, è stato il regista del video Rob Bliss a togliere ogni dubbio, ammettendo che dal video sono stati tagliati molti uomini di etnia caucasica. Bianchi, insomma.

Sul sito di Slate.com, Hanna Rosin notava che

L’unico ragazzo che si volta e si limita a dire “carina” è bianco, ma i tizi che fanno le cose più disdicevoli, come quello che la segue per ben cinque minuti, non lo sono.

 

E questa diventa una precisa linea politica scelta da Hollaback! per descrivere un mondo di donne bianche insidiate da “altro” che non uomini bianchi. O almeno dall’esperto di marketing a cui hanno affidato la campagna.

Il regista Rob Bliss si difende però su Reddit sostenendo che durante le 10 ore in cui è stato realizzato il video, dei 108 episodi di molestie sono stati scelti tra i 30 e i 40 per realizzare un video di circa due minuti, per cui chiaramente non si tratta di una “rappresentazione accurata” di tutte e dieci le ore di camminata, ma di un montaggio obbligatoriamente selettivo.

Ci sono 18 scene in cui si può vedere nitidamente qualcuno in video, e due sono bianchi […] Sapevamo che questa non sarebbe stata una rappresentazione accurata. Per esempio, non ci sono uomini asiatici, ma non vuol dire certo che gli uomini asiatici siano esenti da questo comportamento. […] Nella versione originale c’era un discreto numero di ragazzi bianchi, ma a causa delle sirene che rovinano la scena o di qualcuno che cammina davanti la telecamera alla fine sono stati eliminati dalla visione finale.

Insomma, gli uomini bianchi sono stati tagliati dal video perchè la qualità delle riprese in cui erano immortalati non era sufficientemente alta. La realtà di due minuti di filmato non può che essere che parziale, senza voler dare una precisa connotazione politica a questa scelta.

Secondo bkmag, però c’è un altro lato della medaglia, in cui nessuna scelta di una campagna di marketing si fa per caso:

Nonostante la conoscenza del fatto che le molestie per strada danneggino anche altre persone che non solo donne bianche eterosessuali e che i molestatori non siano limitati a un unico gruppo etnico o socio-economico, il video perpetua invece la credenza erronea che le molestie per lo più prendano la forma di una donna bianca importunata da uomini neri di una classe sociale bassa.
Perchè? Beh, forse – solo forse – questo ha a che fare con il fatto che, con questo video, Hollaback richiede a chi guarda delle donazioni e che quindi voglia contare sull’oltraggio a persone “con i soldi”, ad esempio quelle persone benestanti che occupano un posto in una classe di potere che non ha nessun problema con la propaganda del mito della donna bianca come vittima designata dell’uomo nero.

La manipolazione del video di Hollaback, da cui sono stati tagliati quasi tutti gli uomini bianchi, purtroppo mette in secondo piano il fatto, rilevantissimo, delle 108 molestie ricevute in 10 ore. Un evento più quotidiano di quello che si possa pensare, condiviso da donne di tutte le etnie, donne etero come lesbiche o bisessuali, anzi più esposte ancora a molestie e ingiurie.
Aver voluto dare una visione tanto parziale della realtà, mette in secondo piano le conclusioni a cui si era giunti circa la necessità di riprendersi le strade ad esempio, perchè distacca la questione ” di genere ” da quella razziale, le pone in contrapposizione e dunque fa diventare quel video e le sue conclusioni un fatto di classe abbiente, di “razza” bianca, di cattivi uomini neri.

Questo non toglie le 108 molestie in 10 ore. Ma, come ammette anche Hollaback sul suo sito

Lo “street harrassment ” colpisce le donne, persone di colore, individui LGBTQ  e teenager. Anche se il grado di molestie a cui Shoshanna [ndr, la protagonista del video ] viene sottoposta è shockante – la realtà è che le molestie per le persone di colore e LGBTQ è molte volte superiore e più severo e più facilmente predisposto a esplodere con atti violenti. Queste forme di molestie non sono solo sessiste – ma anche razziste e omofobiche.

hollabackSu questo stesso blog avevamo passato il video e le nostre considerazioni, senza sapere della manipolazione in atto. Stupidamente fiduciose che quegli uomini fossero solo uomini e quella donna solo una donna, ingenuamente dimentiche del fatto che una donna bianca è bianca prima di tutto così come neri sono i suoi insidiatori.
Non crediamo che questo faccia perdere interesse circa il dato iniziale: le donne subiscono molestie per il solo fatto di uscire di casa. Eppure, come già detto, il fattore razzista e classista surclassa immediatamente quella “questione di genere” che scissa dalla lotta interraziale e contro il privilegio di classe diventa antisessimo dei meno interessanti. Anzi, dei più nocivi.

Per raccontare le molestie in strada c’è ancora bisogno di una donna bianca da salvare dalle insidie di uomini neri, forse perchè altrimenti gli uomini bianchi ed eterosessuali dovrebbero interrogarsi sulla loro complicità al sistema, sulla loro identità virile in relazione alla discriminazione e allo sfruttamento delle donne, e non sia mai.

Altri due video catturano la nostra attenzione in questi giorni.
Il primo è un estratto del Daily Show in cui Jessica Williams indaga il sessismo per le strade di New York. Lo fa mostrandoci le molestie subite nel tragitto per andare a lavorare, indagandone la giustificazione nelle dichiarazioni di molti opinion leader statunitensi, ma soprattutto confrontandosi con un gruppo di donne di varie età e gruppi etnici. Ne esce un quadro di donne ansiose anche solo all’idea di uscire di casa, infiniti luoghi in cui venire molestate, a prescindere dal tipo di quartiere e di uomini che si hanno davanti. Donne che si sentono vulnerabili e donne incazzate nere. E il sarcasmo di Jessica Williams a condire il tutto.

 

Il secondo è una parodia del famoso video di Hollaback!, in cui invece di una donna è un uomo a camminare per le strade di New York. Il suo trattamento è ben diverso, invece di insulti e molestie, per lui c’è apprezzamento, supporto, inviti a giocare a football e la onnipresente convinzione che in fondo l’uomo è il re di New York, della strada, del mondo.

Lo trovate cliccando qui

kingCon le dovute precisazioni sui materiali diffusi in questi giorni, rimane comunque la concreta necessità di agire per riconsegnare le strade di ogni città ad una collettività di cui facciano parte anche le donne.
Di ogni età, etnia, classe e orientamento sessuale.

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