La costruzione mediatica del Papa umile

Lo so che il Papa deve dire cose da Papa. Ma essendo che Papa Francesco ha la prima pagina di Repubblica fissa e un notevole spazio in tutti i sistemi dis-informativi di questo paese, le cose che dice hanno un certo impatto sulla società civile, se poi queste vengono fatte passare per grandi innovazioni, per ribaltamenti epocali della dottrina della Chiesa a favore, si dice, di donne, gay, divorziati ecc..ecc.. ecco che allora ritengo utile scriverne per dire che non è vero,che non c’è nessuna apertura e che papa Francesco continua a dire le solite cose da papa.

Il Papa argentino è, con una costanza quotidiana, descritto come umile e vicino ai poveri.
Viaggia lowcost risparmiando su portaborse, intrattiene conversazioni telefoniche con i fedeli, invia assegni a povere vecchiette derubate.
Il nome del santo di Assisi, una faccia simpatica, la provenienza sudamericana, che fa subito fiesta, carnevale, allegria, ed è subito marketing.
Il marketing del papa umile.

Fuori l’immagine stantia del tedesco teologo, così cupo e tanto lontano dai fedeli e dentro Papa Francesco che sa veramente usare twitter e potrebbe avere anche il tuo numero di telefono sulla rubrica del suo Ipod.

L’umile Papa, per riavvicinare i fedeli che, un po’ stanchi dei rigidi codici deontologici della morale cattolica – e il preservativo no, e il sesso no…- si sono allontanati dalla casa del Padre, indossa le vesti del papa aperto alla modernità.

tumblr_lwq4z4vXsD1r78er7o1_400Ed ecco Papa Francesco che apre ai gay, ai divorziati e addirittura alle donne che hanno abortito.
Saranno perdonati quegli omosessuali che si pentiranno tanto di essere nati omosessuali e si impegneranno a comportarsi da eterosessuali.
Saranno perdonate quelle persone divorziate che si pentiranno tanto di aver mentito su quel “per sempre”, se poi sono molto ricche da potersi permettere l’annullamento della Sacra Rota possono pure evitare di pentirsi, va bene lo stesso.
Saranno perdonate quelle donne che si contorceranno dal dolore e saranno attanagliate dai sensi di colpa per aver abortito. Assassine le chiama la Chiesa e se vogliono essere perdonate dal papa umile è assassine che si devono ritenere.

Non c’è nessuna apertura, non c’è nessuna modernità, c’è un’operazione reazionaria che in maniera subdola crea l’illusione di una maggiore libertà, di una maggiore accettazione, ma in realtà si continua a discriminare e criminalizzare.

“Papa Francesco apre alle donne”, questa è la tappa odierna della costruzione mediatica della figura del papa umile.

Dal momento che davanti alla parola Chiesa ci mettiamo l’articolo determinativo femminile singolare, ne consegue che la Chiesa è donna e, data l’identità Donna/Madre, deduciamo che la Chiesa è Madre.

…tante cose possono cambiare e sono cambiate nell’evoluzione culturale e sociale, ma rimane il fatto che è la donna che concepisce, porta in grembo e partorisce i figli degli uomini.

Il ruolo della donna è quello di sfornare figli, i quali figli, stando alle parole del pontefice, non appartengono a se stessi, come dovrebbe essere, non appartengono nemmeno alla madre, appartengono agli uomini.
Quindi la donna è una incubatrice.

“ridurre la maternità ad un ruolo sociale, ad un compito, anche se nobile, ma che di fatto mette in disparte la donna con le sue potenzialità, non la valorizza pienamente nella costruzione della comunità.”

In questo passaggio Papa Francesco dimostra di essere molto moderno e di tenere particolarmente al problema della conciliazione lavoro/ruoli di cura. Un po’ come molte sezioni femminili dei quotidiani online che un giorno sì e l’altro pure ci presentano il segreto della perfetta conciliazione cura/lavoro per le donne, senza mettere quasi mai in discussione il fatto che a conciliare non dovrebbero essere solo le donne.

” L’altro pericolo, come reazione a questo, in senso opposto”: “promuovere una specie di emancipazione che, per occupare gli spazi sottratti dal maschile, abbandona il femminile con i tratti preziosi che lo caratterizza.

Qui il Papa ci dice che esistono degli spazi degli uomini e che le donne che cercano di collocarsi in tali spazi li sottrarrebbero a coloro ai quali spettano di diritto.
Però la natura femminile è tanto preziosa eh! Non tanto da permettere alle donne di diventare papa, cardinale, vescovo, prete di campagna. Ma è comunque tanto preziosa.

Cosa ti aspetti dal Papa? Deve dire queste cose. Ve bene, deve dire queste cose, ma è proprio così necessario che quotidiani, telegiornali, radio ci raccontino costantemente tutto quello che dice? E’ proprio necessaria questa mistificazione di posizioni anacronistche e reazionarie spacciate per aperture e tanta bontà?

In una società in cui i ruoli di cura sono tutti assegnati alle donne come se spettassero a queste per destinazione “naturale”, in cui si parla ancora di spazi e di ruoli maschili e femminili, in cui le donne vengono trattate come oggetti deboli da tutelare e non come soggetti di diritti, io non me la prendo con le parole di papa Francesco, lui deve dire cose da papa, me la prendo con quegli organi di informazione che riportando le parole del pontefice in maniera martellante, ricamandoci sopra la storiella del papa buono e umile, presentando idee reazionarie come aperture incredibili, legittimano  questo stato di subordinazione economica, sociale e culturale delle donne, alimentano idee omo-lesbo-transfobiche, permettono il cristallizzarsi della situazione attuale senza che nulla cambi.

 

 

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