Lettera aperta alla 27esima ora. Perchè pubblicare Costanza Miriano?

Il 2 Febbraio il blog del Corriere della sera, La 27esima ora, pubblica un articolo firmato da Costanza Miriano.
Con questa lettera aperta ci rivolgiamo direttamente alla redazione del blog per chiedere loro il perchè di questa scelta editoriale.

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Spettabile redazione del blog “La 27ora”,

siamo un gruppo di blogger attiviste nel campo dell’antisessismo, dell’antirazzismo e della lotta alla trans-omofobia. Scriviamo questa lettera per esprimere la nostra indignazione per la pubblicazione sul vostro blog di un articolo dal titolo “Altro che terzo genere: i ragazzi hanno dubbi perché sono ragazzi”, a firma di Costanza Miriano.

Inutile soffermarsi su chi sia Costanza Miriano e sulle idee di cui è fautrice. Conosciamo tutti – nostro malgrado – il libro “Sposati e sii sottomessa”, le iniziative delle Sentinelle in Piedi e il tenore degli articoli del quotidiano “La Croce”, solo per fare alcuni esempi delle attività in cui è coinvolta l’autrice.

Scriviamo questa lettera per porvi una semplice domanda: perché?

Perché avete ospitato un articolo pieno di sessismo, luoghi comuni, inesattezze, omofobia e disprezzo verso chi si discosta da norme sociali ormai superate?

Un articolo in cui è contemplata una sola forma di famiglia, quella composta da un uomo e da una donna, con ruoli rigidamente separati e in cui l’una è subalterna e sottomessa all’altro.

In cui s’individua un nemico della famiglia così composta, un nemico che però non esiste (la fantomatica “ideologia gender”), così come non esiste l’ ”uomo unisex” e non esistono le “lobby lgbt”, definite inquietanti (quando di inquietante c’è solo la violenza insita in affermazioni simili).

Un articolo in cui ci si prende gioco delle persone transessuali (perché sig.ra Miriano le fa tanto ridere la parola cisgender?), accostate addirittura ad una “manipolazione della realtà”.

Un articolo in cui – e questo è davvero esilarante – si cerca anche di fare una critica economico-politica a qualcosa che non esiste (la temibile ideologia gender), collegandola al sistema neoliberista (si, avete letto bene).

Per quale motivo un blog che si pone (cito testuali parole dal vostra homepage) “all’inseguimento di una società dove ognuno possa crescere libero, nel rispetto reciproco” da spazio a parole che sono la negazione della libertà e del rispetto?

Per fornire un’informazione “pluralista”?

Ma quale informazione, se quello che ha citato Miriano (lobby lgbt, ideologia gender) neppure esiste?

Per dare spazio alle opinioni differenti?

A noi non risulta che la presa in giro delle persone transessuali e l’omofobia sia un’opinione. Così come il razzismo non è opinione. Hanno un altro nome: discriminazione. E non dovrebbero trovare spazio in un blog improntato “alla libertà e al rispetto”, con la colonna di destra occupata dai video di “Le cose cambiano”.

Per non censurare nessuno e garantire la libertà di espressione?

Ma Miriano, Adinolfi & Co. non erano relatori, proprio qualche mese fa, in un convegno organizzato dalla Regione Lombardia?

Non ci risulta abbiano quindi problemi di censura o di mancanza di visibilità. Hanno anche un quotidiano che ogni giorno porta avanti le loro idee “progressiste”. Per non parlare dei raduni delle Sentinelle in Piedi.

E non ci si venga a dire che ognun* ha diritto di parola in nome della libertà di stampa, perché non parliamo certo della possibilità di esprimere questi concetti – che la destra e la Chiesa esprimono con fin troppa risonanza sui media ogni giorno – ma parliamo di scelta editoriale, di politica e di fare una scelta ben precisa nel collocarsi nel panorama giornalistico come “angolo delle donne” che sceglie l’opinione di Miriano come valida da diffondere.

Allora, a fronte di tutto questo, rimane la domanda iniziale a cui speriamo il Corriere della Sera vorrà risponderci: perché?

Le blogger di Narrazioni differenti

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