Wikipink: anche la comunità LGBT ha la sua enciclopedia

Stefano Bolognini è un giovane blogger, scrittore, giornalista e attivista di bresciano che ha dato il via e strutturato insieme a Giovanni Dall’Orto, Wikipink, l’enciclopedia virtuale della comunità LGBT.

Perché fondare un’enciclopedia virtuale “omosessuale”, quando c’è già Wikipedia? Che senso ha la connotazione LGBT in questo campo?

Cosa si trova, di diverso o in più su Wikipink?

Me lo dice Stefano, direttamente, al quale ho chiesto di collaborare con me per questo pezzo e lui, con grandissima cortesia, mi ha risposto immediatamente e mi ha spiegato.

Ecco dunque – integrale – il suo racconto.

Un elenco di casi di omicidi di omosessuali? Tutti i registri delle unioni civili in Italia? Le dichiarazioni omofobe di politici? Tutti i VIP a favore del matrimonio gay?

Non ci sono su Wikipedia. Il tentativo di creare voci molto specifiche sui temi LGBT sulla più consultata enciclopedia on-line di numerosi volonterosi, è spesso naufragato. Le voci, dopo un voto democratico, venivano cancellate per presunta non enciclopedicità, dopo eterni dibattiti.

Chi scrive, per esempio, si è visto spostare dalla Storia, quella con la “S” maiuscola, di Brescia alcuni casi di roghi medioevali per sodomia che avevo approfondito dapprima in una incolore sezione “Curiosità storiche su Brescia”, per poi scomparire tra riscritture e cancellazioni della voce. Via via sono scomparse “voci sensibili” come quella che riguardava i gruppi di credenti cattolici omosessuali o “Santi e omosessualità”, mentre sono rimaste disponibili, e sono state accresciute una cronologia di fatti lgbt o le unioni civili nel mondo.

Insomma, tra luci e ombre, Wikipedia che rimane un luogo imprescindibile per approfondire migliaia di temi, ha un tallone d’Achille nella sua impalcatura e cioè nell’assunto che vorrebbe l’espressione della cultura oggettiva. Che va pure bene per i temi tecnici: il Teorema di Pitagora è tale a tutte le latitudini e non è vittima di pregiudizi. L’omosessualità no e, tra distinguo, sulla più importante enciclopedia del mondo soffre di censure e vandalismi. Per capirci se la voce omosessualità la scrivono Tiziano Ferro o Giovanardi le cose cambiano, e molto.

Per questo è nato il progetto Wikipink, un’enciclopedia LGBT, che dichiara esplicitamente di essere scritta da militanti gay e che offre un approfondimento specifico sui temi lgbt che nella sorella maggiore non trova per ora lo spazio e la dignità che merita.

Lo sguardo di Wikipink è all’attualità. Sono numerose le voci che riguardano il dibattito sui diritti e scoprire che il nuovo, rigoroso Presidente della Repubblica Mattarellanon ha mai speso una parola sui temi gay rappresentano elementi importanti di approfondimento culturale e strumenti utili per la battaglia dei diritti di tutti e per tutti. Su Wikipink si parla anche dell’ideologia inesistente del gender, di storia, letteratura e cultura. E si tengono aggiornati tutti i casi di coming out di persone celebri, e sono decine all’estero e rarissimi in Italia.

L’enciclopedia, che conta oggi oltre 300 voci, cerca costantemente collaboratori volontari che abbiano voglia di scrivere e approfondire temi disparati, dai videogames alla teologia, o semplicemente che ne adottino una per tenerla aggiornata.

L’idea è che la bistrattata cultura sia uno tra gli elementi fondamentali per combattere ignoranza e pregiudizio. E ogni voce in più è un tassello prezioso che racconta la vita e l’esperienza di gay, lesbiche e trans al di là degli stereotipi di cui è impregnato il dibattito pubblico.”

Il fatto che Wikipink sia redatta da militanti gay è di grandissima importanza e utilità. Chi, infatti, può avere maggior coscienza di cosa significhino le discriminazioni e i silenzi, la carenza dei diritti civili per le persone omosessuali? E chi meglio di una persona omosessuale può dirci come vorrebbe essere rappresentata nell’immaginario comune?

Nell’augurare con tanto affetto a Stefano di riuscire appieno in tutti i campi di suo interesse, un piccolo aneddoto. Quando eravamo giovani io e lui, entrambi di Brescia, frequentavamo lo stesso ambiente e quindi lo conosco di persona e mi ha fatto enormemente piacere venire a conoscere tutta la sua grande attività.

Scritto con Stefano Bolognini

2012-12-09

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