“Principessa un giorno, sguattera sempre”, la parità passa anche attraverso i giocattoli

Siamo sotto Natale, periodo in cui, più di tutti, ci si occupa di giocattoli.

Lo scorso anno, avevamo lanciato la nostra campagna “La discriminazione non è un gioco”, in cui denunciavamo la rigida divisione dei giocattoli, a seconda del sesso di appartenenza, facendo notare come la rigida separazione dei “ruoli”, l’eterno riproporre alle bambine giocattoli che puntassero sull’estetica, sulla moda e i lavori di casa, lasciando ai bambini tutte le attività di costruzione, esplorazione, invenzione, ed avventura, contribuisse a restringere gli orizzonti di bambine e bambini, non lasciando libertà effettiva in quella che dovrebbe essere l’attività più libera del mondo: il gioco.

Ripropongo le nostre considerazioni dello scorso anno, nate da un’attenta analisi della proposta dei giocattoli italiani, nella quale notavamo:

  1. Una netta distinzione degli articoli “da femmina” dal resto del mondo maschile o “neutro”.
    I giochi da bambina normalmente sono rosa in tutte le sue sfumature, dalle forme arrotondate e poco serie, brillanti e vezzosi.
    Ci sono giochi da bambina e giochi da bambino e poi un territorio neutro, comunque caratterizzato al maschile, come se le piccole potessero trovare se stesse solo in un certo tipo di giochi.
  2. I giocattoli sono “da femmina” o “da maschio” secondo severe categorie di differenziazione dei ruoli, inculcando una specie di predestinazione biologica: alle bambine sono riservati tutti i giochi di simulazione di cura della casa e della famiglia  con tutte le derivazioni volte comunque all’ “istinto di accudimento” ( sempre rosa e con foto di bambine sulle confezioni ), ai bambini i giochi di simulazione del lavoro, prevalentemente virile cioè caratterizzato per successo sociale o forza fisica.
  3. I giochi “neutri”, di tipo scientifico tecnologico, sono spesso caratterizzati dalle foto di soli maschi sulle confezione. Anche quando invece il gioco è destinato ad entrambi i generi, esiste ancora più spesso una “versione femminile”, dove di nuovo ritornano i colori rosa, si abbassa il livello delle conoscenze richieste, cambiano gli ambiti di apprendimento ( relegati spesso nel mondo dell’estetica: trucco, gioielli, vestiti ).
  4. Tra i giochi per bambine, molti veicolano un modello estetico imperante, fatto di make up anche per piccolissime e di canoni estetici fuorvianti e innaturali. Bambole sottili, dalle labbra turgide e gli occhi truccatissimi. Giochi ritenuti creativi che insegnano alle bambine dai 3 anni in su a truccarsi e “farsi belle”.

Siamo ancora convinte che questo sia un importantissimo argomento di cui occuparci e infatti quest’anno abbiamo aderito all’iniziativa di Scosse “Natale senza stereotipi“.

Mi piace anche, a questo proposito, far conoscere un’iniziativa in tema, che si è svolta in Francia a Parigi, ad opera del gruppo “Les efFRONTé-e-s”, la cui fondatrice Fatima-Ezzahra Benomar, mi ha rilasciato un’intervista (in francese).

L’azione militante si è svolta in un negozio di giocattoli di Parigi, il 13 dicembre scorso.

Travestite da principesse, sirenette e donne delle pulizie, le militanti, hanno cercato di mostrare a negozianti, clienti e genitori quanto la divisione sessuata dei giocattoli fosse limitante per bambine e bambini e quanto ingabbiasse l’infanzia in ruoli precostituiti.

(Nel video Benomar spiega che lei rappresenta la perfetta casalinga, che si occupa di tutto, dalla cucina ai figli, passando per le pulizie, ma sempre mantenendosi sexy, perché così “deve essere la perfetta donna di casa”, mentre la “Sirenetta” ci spiega che il suo travestimento vuole puntare l’attenzione sul fatto che alle bambine venga sempre indicata come importante l’estetica anche nei giocattoli ad esse proposti)

La stampa francese ha dato una grande rilevanza all’azione, invitando anche Benomar in televisione, per parlare dell’iniziativa.

Ma chi è Fatima Benomar?

Nata in Marocco, sono arrivata in Francia a 17 anni e mezzo. Ho sempre avuto una sensibilità femminista

Inizia molto giovane ad occuparsi di politica, in molti modi diversi e poi:

convinta che l’austerità comprometta  i diritti delle donne e viste le chiusure massicce dei centri che praticano l’interruzione volontaria di gravidanza e la mancanza di posti negli asili-nido, ho lanciato l’associazione “les efFRONTé-e-s, per combattere il sessismo e le politiche di rigore che fanno indietreggiare i diritti delle donne

Fatima Benomar mi spiega come sia nata l’azione contro i giocattoli sessuati:
Quando ero ancora molto piccola, ero irritata per questa sorta di segregazione sessuata dei giocattoli e molto attratta dall’universo che era destinato ai ragazzi. I giochi di avventura, i duelli con i draghi, il misurare le mie forze e la mia fisicità arrampicandomi sugli alberi, le piste di macchinine mi facevano sognare. Purtroppo, ogni anno avevo diritto solo ad una Barbie nuova e quando seguivo i miei cugini nelle sfide che si lanciavano, come salire sul tetto o arrampicarsi il più in alto possibile sugli alberi, mi si diceva di scendere, altrimenti mi sarei sporcata o fatta male. A loro, ai miei cugini, non lo dicevano. Mi hanno dunque impedito di mostrarmi agile, di proiettarmi verso un mondo di dinamismo e immaginazione
Ancora oggi, quando cammino lungo un reparto di giocattoli per bambine, ho l’impressione di riconoscere il mio passato. Si impedisce alle bambine di crearsi un universo immaginario che vada al di là dei lavori di casa o dell’ossessione per le apparenze e poi ci si stupisce che da grandi siano loro ad assumersi la conduzione della casa gratuitamente, visto che il lavoro di casa non è riconosciuto.
A Natale questo fenomeno è esacerbato e dunque abbiamo deciso di andare a “stuzzicare” le persone in un negozio di giocattoli
Come ho già detto, la stampa ha mostrato un grande interesse per l’iniziativa, ma i genitori, i potenziali acquirenti come hanno reagito?
Le reazioni sono state diverse: alcuni erano sensibili alle nostre argomentazioni e mostravano di non voler ridurre i loro bambini e le loro bambine a degli stereotipi di genere.
Altri erano un po’ increduli e pensavano che il mondo dei giocattoli non avesse una grande influenza sul futuro dei/delle loro figli/e.
Abbiamo cercato di dimostrare loro che il gioco ha un ruolo molto importante nello sviluppo infantile, così importante che esiste in tutte le culture e anche presso molte specie animali: abbiamo visto tutti i gattini, per esempio, che giocano con una pallina di lana per “allenarsi” a diventare, da adulti, dei veri cacciatori, attraverso anche la distribuzione di volantini che recitavano: “Principessa un giorno, sguattera sempre” (Princesse un jour, boniche toujours)
Infine, una minoranza era convinta, a causa della cattiva influenza dei “Manif pour tous” che noi volessimo “desessuare” i/le loro figli/e, pensando che noi propagandassimo questa “strana” “teoria del genere”. Abbiamo risposto che è la società patriarcale che promuove una “teoria del genere” laddove teorizza, anche attraverso i giocattoli, che esistano dei ruoli sociali diversi per bambini e bambine.
Benomar spiega che secondo lei, i negozianti non hanno tanto interesse a mantenere separati i due mondi “blu” e “rosa” perché vogliono coscientemente una rigida divisione dei ruoli: n parte si tratta di “mentalità comune”, ma soprattutto di affari: dividendo il mercato per i due sessi, i guadagni sono maggiori.
Perciò non ci si può aspettare che il cambiamento arrivi dal mercato.
Proprio in questi giorni, in Francia, si discuterà in Senato un rapporto che riguarda i “giocattoli sessuati”, intitolato “Jouets : la première initiation à l’égalité” (giocattoli, la prima iniziazione all’uguaglianza), una “carta” di dieci punti per lottare contro il sessismo e iniziare a praticare l’uguaglianza, fin da piccoli, anche attraverso il mondo dei giocattoli.
Infine, ho chiesto a Fatima Benomar quale peso abbiano movimenti reazionari come i “Manif pour tous” e le Sentinelle in piedi, in Francia, paese in cui questi movimenti sono nati:
Purtroppo la loro influenza è grande. E’ ridicolo e soprattutto negativo per l’acquisizione di diritti futuri. L’ABCD dell’uguaglianza, il programma di decostruzione degli stereotipi di genere che avrebbe dovuto partire in ogni scuola ha subito un vero attacco oscurantista. I genitori degli alunni hanno ricevuto degli sms in cui si invitava a tenere a cada i propri figli per “lottare contro l’insegnamento obbligatorio della ‘teoria del genere’, annunciando che si sarebbe insegnato ai loro figli a masturbarsi!. Dopo questa iniziativa, lanciata dalla reazionaria Farida Belghoul, il coraggio politico del governo è venuto meno ed esso ha rinunciato al programma. Inoltre il clima non è buono:  il Ministero dei Diritti delle Donne è stato soppresso, la promessa di poter accedere alla PMA anche alle coppie di donne, è stata abbandonata. E’, di fatto, l’estrema destra che impone la sua visione al dibattito in tema dei diritti delle donne.
Nonostante una società più laica di quella italiana e le premesse positive, dunque, anche in Francia la lotta per la parità è ancora lunga e passa anche attraverso il mondo dei giocattoli.
Grazie a Fatima-Ezzahra Benomar per la disponibilità.

Un pensiero su ““Principessa un giorno, sguattera sempre”, la parità passa anche attraverso i giocattoli

  1. l’anno scorso sono stata in Spagna, a Madrid, da un cliente, alla fine di novembre. Nella hall c’erano delle grandi casse, destinate alla raccolta di giocattoli che sarebbero poi stati regalati a bambini di non so che istituto.
    Il cartello che invitava i dipendenti di questa grande società (la cui casa madre è statunitense, ma ha sedi in Uk, in Spagna, in Italia, in Francia, in India…..) a donare giocattoli, specificava che non sarebbero stati accettati giocattoli sessisti.

    Mi è piaciuto molto.

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