Nel mondo dei bambini, le donne non si picchiano

In questi giorni, forse complice il Natale appena passato, forse complice la giornata del 25 novembre trascorsa da un mese, gira in rete un video, in cui i protagonisti sono alcuni bambini e una bambina.

Il video è finalizzato a sensibilizzare le persone sul tema della violenza contro le donne, sempre più “di gran moda” e sempre più usato e ab-usato per vari scopi.

Ad alcuni bambini viene presentata una ragazzina, Martina e, quando la voce esterna dell’adulto chiede ai bambini di dare a Martina uno schiaffo, forte, i bambini non ubbidiscono. Alcuni sgranano gli occhi, altri sono imbarazzati dalla richiesta che risulta per loro ingiusta e intollerabile.

E’ un video che ha ricevuto moltissimi commenti, tutti positivi.

“Bisogna imparare dai bambini”, quello più comune. Persone commosse e contente di vedere che i bambini sono migliori degli adulti e che nel mondo, per le prossime generazioni, c’è speranza di miglioramento.

A me, lo ammetto, il video ha, invece, dato un po’ fastidio, nonostante gli intenti positivi.

E’ vero che è bellissimo vedere dei bambini che si rifiutano, che addirittura sono increduli, imbarazzati, quasi sconvolti dalla richiesta di dare uno schiaffo a Martina, ed è vero anche che un paio di risposte alla domanda: “Perché (non la picchi)?” sono tenere e condivisibili: “Perché sono contro la violenza”, ad esempio.

Altre risposte, invece, mi lasciano un po’ più perplessa e benché, ovviamente, non ne faccia assolutamente colpa ai bambini coinvolti, né voglia in alcun modo dare su di loro un giudizio (!), vorrei fare alcune riflessioni.

La maggior parte dei bambini, quando spiega come mai non voglia schiaffeggiare Martina, risponde: “Perché è una ragazza”, “Perché è una femmina”, “Perché le donne non si picchiano nemmeno con un fiore”.

E’ vero: le donne non si devono picchiare. Ma non solo loro. Nessuno ha il diritto di picchiare nessun altro, indipendentemente dal sesso di appartenenza. E perché “le donne non si picchiano nemmeno con un fiore?” nel sentire comune?

Qui sta il nocciolo. Il motivo è la presunta debolezza, fragilità, la protezione che va riservata alle donne, perché, appunto, indifese, da tutelare, da trattare come “principessine”, e NON il rispetto che si deve ad un individuo, ad una persona in quanto tale.

Un altro bambino risponde: “(non la picchio) innanzitutto perché è bellina”.

Non è certamente una cosa brutta, no. Non è una cosa che mi fa gridare “bambino sessista, maschilista, discriminante!” (il piccolo è un bambino, non c’entra niente) ma mi domando – sempre – se una ragazzina, una donna, una bambina “brutta” valga meno di una “bellina”.

Ed infine… a nessun altro, oltre a me, ha dato un po’ fastidio che il video mostri che “una donna non si picchia”, ma che, invece, la si può carezzare e giudicare, anche se non la si conosce?

carezza

Ripeto ancora una volta, prima che mi si venga a dire che sono una femminista acida e mai contenta, che devo farmi una risata e che sono bambini innocenti e piccoli, probabilmente informati prima (per lo meno Martina) di quello che stavano per fare: non ce l’ho con i bambini, né penso che in loro vi sia altro che innocenza e candore.

Al limite me la prendo un po’ con chi realizza con troppa leggerezza video come questo. Perché è giustissimo mostrare che “le donne non si picchiano”, ma sarebbe anche altrettanto giusto e sacrosanto insegnare che “le donne (e le bambine) non si carezzano” a meno che loro non lo vogliano e nel video la volontà di Martina, in tal senso, non viene mostrata.

Ma è facile, facilissimo far leva sulla tenerezza che suscitano i bambini, facile produrre messaggi che facciano retorica per acchiappare click e consensi, ma la matrice culturale che produce la violenza fisica contro le donne è la stessa che insegna che le donne (fin da piccole) sono fragili, delicate e “da proteggere”, che le donne (e le bambine) si possono carezzare anche se non si conoscono, che è lecito commentare il loro aspetto fisico, anche in mancanza di una reale volontà della donna (o della bambina) stessa.

 

 

 

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4 commenti su “Nel mondo dei bambini, le donne non si picchiano

  1. Aspettavo con trepidazione la vostra opinione al riguardo. Io ho avuto un forte moto di rabbia verso il messaggio subdolo di questo video! La vostra analisi mi offre anche qualche spunto di riflessione in più.

    Purtroppo, per quella che è la mia esperienza, questo è il massimo del femminismo che vi potete aspettare da Napoli.

    • “Questo è il massimo del femminismo che vi potete aspettare da Napoli.” E del razzismo di questa frase ne vogliamo parlare?

  2. Condivido in pieno il tuo pensiero e ogni volta che provo a far capire quanta frustrazione porti il sentirsi dire di “sorridere” riguardo a certe cose spiccatamente sessiste mi viene costantemente dato della femminista acida e che probabilmente fa anche poco sesso. Cercare di spiegare a certa gente cosa voglia dire essere donna e non un oggetto (da difendere o da usare a seconda della situazione) non è cosa facile.
    Troppo spesso le donne “abbozzano” e sono costrette ad accettare complimenti invadenti e non richiesti per mantenere la loro “aurea” di bontà che tutti si aspettano da loro. E troppe volte i consigli di fronte a un disagio per una situazione sono quelli di sminuire la situazione stessa, fino a far sembrare che la parte del torto sia di chi ha provato quel disagio. Una carezza è una bella cosa, ma solo se la vuoi. Meglio di certo bambini non violenti e che rispettino le donne, ma il rispetto passa anche per altre cose.

  3. concordo appieno, Sorpattutto visto che vengono coinvolti dei bambini, bisognerebbe sottolineare come la violenza in generale è una cosa sbagliata, prima ancora di indirizzare il problema della violenza sulle donne.

    Tuttavia bisogna chiedersi: perchè le donne, non si devono toccare? è solo frutto di una visione maschilista, o una generalizzazione data dal fatto che le donne al contrario degli uomini, non godono della stessa forza fisica e muscolare, all’altezza media etc che deriva dal dimorfismo sessuale?
    anche i bambini non si devono toccare, e questo vale anche se è una donna a picchiare un bambino, perchè comunque gode di una forza superiore che deriva dall’aver raggiunto una piena maturità nello sviluppo fisico.
    Allora diciamo le cose per bene: Diciamo SEMPRE no alla violenza verso le altre persone, E in particolare quando la vittima dell’aggressine è oggettivamente più debole per quella determinata forma di violenza.
    Questo vuol dire che se un gracile uomo(A) alto 1,60 viene preso a pugni da una donna pesista alta 1,80 (B), bisogna per prima cosa condannare l’atto violento, POI che B ha approfittato della debolezza di A.

    E per favore, non dimentichiamoci la violenza psicologica: chi fa violenza psicologia ad una persona che è più debole emotivamente (uomo su donna, donna su uomo, donna su donna e uomo su uomo), va giudicato senza sminuire o ingicantire la gravità dell’atto in base all’immagine stereotipata che abbiamo di un sesso o dell’altro. Su questo concordo appieno con la critica a questo video, che implicitamente sembra ancora una volta dare per scontato (erroneamente) che le donne siano più deboli in generale, e che per esclusione sia in qualche modo più tollerabile alzare le mani verso un uomo.

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