NarrAzioni Differenti aderisce allo #scioperosociale del 14 Novembre

E’ tempo di sciopero sociale.
In seguito alle giornate dello Strike Meeting, tenutesi a Roma dal 12 al 14 Settembre scorsi, sono nati laboratori sparsi per tutta Italia per la costruzione dello sciopero sociale del 14 Novembre, laboratori che intendono essere il luogo di incontro e incrocio di lotte e rivendicazioni con l’obiettivo comune di diritti per tutt*, reddito e vivibilità degli spazi pubblici.

1415190617_1932273_10205063146649514_7495441684128407334_nNarrAzioni Differenti ha deciso di aderire allo sciopero sociale condividendone i contenuti e le finalità.

Contro le politiche di smantellamento dei diritti e le ulteriori limitazioni alle già scarse tutele sul lavoro.
Il Jobs Act, la riforma del lavoro del governo Renzi, attraverso la liberalizzazione del mercato del lavoro produrrà una precarizzazione di massa, che ci renderà tutt* più ricattabili, più precari, più poveri. Riduzione dei salari, aumento della disoccupazione, smantellamento del welfare con risvolti disastrosi per la vita e la quotidianità delle persone, una incertezza, che chiamano flessibilità, che rende fragili e precarie anche le relazioni sociali e affettive, promuovendo il modello individualista tipico delle società capitaliste.

Il contratto a tutele crescenti, previsto nella riforma del lavoro, si va a sommare alle già numerose, più di 40, forme contrattuali, co.co.pro., apprendistato, a prestazione occasionale ecc… con il risultato che il periodo di lavoro precario si possa estendere fino a nove anni, minimo. Per le partite IVA e contratti atipici la tassazione passerà dal 5% al 15%, incidendo su uno stipendio, quello dei lavoratori autonomi, spesso giovani, già mediamente sotto la soglia dei mille euro.

80 euro non sono welfare, non sono sostegno al reddito. Gli 80 euro del “bonus bebè” sono un’operazione propagandistica che ha l’unico risultato di veicolare un’idea anacronistica e limitata delle donne, bisognose di tutele, tra l’altro pure scarse, solo in quanto portatrici di utero.

Obiettivo dello sciopero è anche quello di fare emergere tutte quelle forme di lavoro etichettate come stage, tirocini, praticantati, “fare esperienza”, “fa curriculum”,  che non ricevono retribuzione alcuna. Sono spesso i lavoratori e le lavoratrici della cultura quell* costrett* a lavorare gratis, perchè tanto si sa che con la cultura non si mangia.

Contro la Buona scuola, ovvero la riforma dell’istruzione, che in realtà non è buona affatto.
Privatizzazione della scuola pubblica attraverso l’ingresso dei finanziamenti dei privati che andranno ad incidere pesantemente sulla libertà di insegnamento, ma anche attraverso l’alternanza scuola-lavoro che propone una scuola classista con l’avviamento al precariato precoce per gli studenti e le studentesse più pover*.
Finanziamenti alle scuole paritarie, quasi tutte cattoliche, ignorando l’articolo 33 della Costituzione che parla di istituzione di scuole private “senza oneri per lo Stato”. Blocco degli scatti di stipendio e introduzione della progressione di carriera/stipendio per merito, favorendo la “guerra tra poveri” degli insegnanti, non la collaborazione, ma la competizione. Chi lavora nel mondo della scuola sa che il merito è acquistabile anche attraverso corsi online organizzati da Università telematiche che propongono master vari a partire da 300 euro in sù, il merito è monetizzabile in tutti i sensi.
Con un’abile azione di propaganda il governo Renzi invita genitori, docenti, alunni a costruire insieme la Buona Scuola, mette a disposizione online una piattaforma in cui puoi cliccare mi piace su un cuoricino, o fare un sondaggio che, con una sorta di percorso obbligato, ti constringerà a dire che il progetto di riforma ti piace.

Contro il piano casa Lupi che aggrava le situazioni di emergenza abitativa, ad esempio attraverso l’introduzione del blocco degli

Se i quadri potessero parlare...ai tempi del Jobs Act. Collettivo BellaQueer Perugia https://www.facebook.com/bqperugia

Se i quadri potessero parlare…ai tempi del Jobs Act. Collettivo BellaQueer Perugia https://www.facebook.com/bqperugia

allacci di luce, acqua ecc.. per le abitazioni occupate e l’impossibilità per gli inquilini di prendervi la residenza, con tutto ciò che questo comporta.

Cosa si intende chiedere con lo sciopero sociale?

Salario minimo europeo, non meno di 10 euro all’ora, eliminazione delle innumerevoli forme contrattuali, estensione del diritto alla malattia, alla maternità, alle ferie a tutti i lavoratori e le lavoratrici a prescindere dalla tipologia di contratto, welfare reale e reddito di base universale per tutt*, assunzione di tutti i precari della scuola e degli enti di ricerca attraverso il ritiro dei tagli della riforma Gelmini, gratuità dell’istruzione, diritto alla casa, rifiuto delle privatizzazioni e tutela dei beni comuni.

Ma soprattutto, perchè sciopero sociale?

Lo sciopero sociale è una modalità nuova di mobilitazione che intende dare voce alle persone invisibili: chi non ha un lavoro, chi è alla ricerca, chi ha un lavoro precario, chi svolge lavori domestici o di cura non restribuiti, studenti e studentesse, migranti, lavoratori e lavoratrici in nero, insomma tutte quelle persone che non potrebbero aderire a un “normale” sciopero.

Lavori in un call-center con un contratto a progetto part-time, svolgi lavori domestici gratis, sei educatrice a chiamata per una cooperativa, lavori come aiuto-compiti per il figlio della vicina di casa, hai un lavoro ma non puoi permetterti di perdere lo stipendio di una giornata per lo sciopero, in queste situazioni, che non sono eccezioni ma la regola, scioperare è impossibile, per questo lo sciopero sociale intende aggiungere alla “classica” mobilitazione di piazza altri modi di espressione del dissenso.

Fantasiose sono le miriadi di contratti, fantasiose possono essere le modalità di sciopero per chi non può scioperare, per uno sciopero precario, ma anche dei e dai generi, sospendendo per un giorno tutto ciò che di noi viene messo a profitto, dal rimanere quell’ora in più in ufficio al dover nascondere il proprio orientamento sessuale per il bene dell’azienda.
Il SommovimentonazioAnale ne suggerisce alcune:

*Sciopero dell’email. Imposterò una risposta automatica a tutti i messaggi che dice “Oggi non risponderò, sono in sciopero. Info http://scioperosociale.it”
*Sciopero del sorriso. Oggi non sorriderò ai clienti.
*Andrò a lavorare in drag. Sul lavoro mi richiedono di essere un “maschio” o una “femmina” come si deve. Oggi indosserò gli abiti del genere opposto.
*Andrò a lavorare senza farmi la barba.
*Andrò a lavorare senza truccarmi.
*Andrò a lavorare in tuta o in ciabatte (devo ancora decidere).
*Vado al corteo in pigiama e con il mio portatile perchè è questa la mia tenuta da lavoro.
*Sciopero da facebook. Smetto di produrre contenuti per una piattaforma commerciale senza essere pagata.

Come NarrAzioni Differenti siamo impegnate a promuovere linguaggi e contenuti che presentino punti di vista plurali e non allineati alle narrazioni (etero)normate mainstream, facciamo questo per incidere nel cambiamento della società, perchè così com’è non ci va bene; siamo convinte delle potenzialità della rete, ma ne conosciamo anche i limiti, sappiamo che utilizzare strumenti, come i social network, che hanno il vantaggio di mettere in circolo le nostre idee, significa anche dare la possibilità ad altri di monetizzare, attraverso click e mi piace, il nostro lavoro.
Come NarrAzioni Differenti aderiamo allo sciopero sociale del 14 Novembre attraverso lo sciopero da facebook.
Venerdì 14 Novembre la nostra pagina facebook rimarrà inattiva per 24 ore.

Contenuti per approfondire:

http://blog.scioperosociale.it/

http://www.glistatigenerali.com/articoli_dipendenti_flessibilita_lavoro_licenziamenti_sindacati/io-sono-marta-e-faccio-scioperosociale-cosi-nasce-una-campagna-precaria/

http://www.globalproject.info/it/in_movimento/roma-strike-meeting-verso-lo-sciopero-sociale/17740

http://liberetutte.noblogs.org/post/2014/10/28/se-i-quadri-potessero-parlare-ai-tempi-del-jobs-act-scioperosociale-14n/

http://act-agire.it/index.php/i-blog-act/189-guida-intergalattica-al-jobs-act-la-legge-delega-punto-per-punto