Le cocainomani vanno evitate. Ingenuo il ragazzo pestato a sangue e col pisello spetasciato dalla Bresciani

Fa molto discutere in questi giorni un’orribile vicenda di un pestaggio ad opera della campionessa di lotta libera femminile, Antonella Bresciani, una bella quarantenne di successo, col vizietto della cocaina, ai danni di un giovane ragazzo di 18 anni appena, che si era recato ad un festino a base di droga a casa della famosa lottatrice. Il ragazzo è stato picchiato duro per oltre 20 ore, drogato e legato a fungere da pungiball, riportando lesioni con oltre 30 giorni di prognosi e causando gravi e irrimediabili danni ai genitali, presi ripetutamente a calci.

Le cocainomani vanno evitate. Ingenuo il ragazzo pestato a sangue dalla Bresciani. Questo stile di vita ultra sportivo è abituale, tipico di chi, abituata al duro allenamento giornaliero, cerca occasioni di esercitarsi nel pestaggio oltre la legalità, il lecito. Capisco che Antonella Bresciani, allenatissima e tonica oltre il limite della normalità, spingesse abitualmente l’acceleratore sulla strada dell’allenamento estremo. Nessuno la condannerebbe per queste sue digressioni, tantomeno io che sono donna di mondo.Ciò che fa schifo della sua condotta è l’abuso della micidiale polverina bianca, notoriamente devastante sul cervello di chi ce l’ha già piccolo e poco funzionante.

Va da sé che drogarsi allontana dalla realtà e favorisce comportamenti riprovevoli e addirittura criminali. Ma è altrettanto vero che chi si incammina sulla pista della coca perde la coscienza e la capacità di autogestirsi. Rimane un mistero, Antonella Bresciani, la quale nella vita aveva ottenuto qualsiasi soddisfazione, non solo sportiva, che bisogno aveva di ricorrere agli stupefacenti per campare agiatamente e per restare nella hall of fame? Certo, le piaceva picchiare gli atleti e non credo che facesse fatica a trovare qualcuno che accettasse un confronto sportivo, sul ring. Che necessità aveva di perstare un ragazzino bello e giovane, dopo averlo intontito con sostanze eccitanti? Ciò è incomprensibile su un piano logico.

Personalmente ho constatato che si fa fatica a convincere un ragazzino magrolino a farsi picchiare volentieri, figuriamoci se non è allenato e non sa come sia la lotta libera. Dicono che Bresciani sia andata avanti tutta la notte a riempire di calci e pugni Michele, il ragazzino di 18 anni, il quale pare fosse già la terza volta che si recava nell’abitazione della nostra eroina del menga. Prima osservazione. Dopo che hai spappolato il pisello al ragazzino non sei soddisfatta? Nossignori. Vai avanti a usarlo come un sacco da allenamento fino all’alba. Ammazza che forza. Sei una donna o una macchina da guerra? Come si fa a pestare duro per tante ore. Io, anche quando ero giovane, dopo il primo schiaffo tirato magari dopo un litigio con l’amica, al massimo mi succhiavo una caramella e poi mi risposavo per un pochino. D’accordo che Bresciani era carburata dalla coca, ma la cosa non giustifica tanto accanimento sul pisello.

Quanto al povero Michele, mi domando, entrando nella palestra allestita nel seminterrato dell’allenatissima campionessa cosa pensava di andare a fare, a recitare il rosario? Non ha sospettato che ad un certo punto avrebbe dovuto fungere da pungiball senza sapere quando avrebbe potuto rientrare nei panni di essere umano? Tanto più che Antonella godeva della fama di donna senza scrupoli. Sarebbe stato meglio rimanere alla larga da costei. Che adesso se la vedrà brutta e non vedrà più il ring e i teneri pisellini dei giovani uomini per anni, perché sarà condannata. Le auguriamo almeno di disintossicarsi in carcere. Al povero Michele concediamo le attenuanti generiche, ai suoi genitori tiriamo le orecchie.

Vittoria Feltra

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