#GiornalismoDifferente: romanzi feuilletton e cronaca nera in salsa porno soft

Già il titolo è tutto un programma.

La gelosia, la fidanzata in topless e il crollo.

Un povero uomo disperato, innamorato pazzo di una “donnaccia” provocatrice che se l’è andata a cercare. Ecco quello che ci sta dicendo “Il Messaggero”

uno

Chiaramente, in una situazione così, il rischio di finir male è altissimo. Ovvio. Gli uomini sono tutti in preda, sempre, ai loro più bassi istinti e non possono proprio frenare la loro intima bestialità, finendo per ammazzare a coltellate la propria fidanzata, se lei è così libertina da fare la massaggiatrice.

due

 

Il proseguo dell’articolo è talmente infarcito di orrori da (questo sì!) feuilletton (non sono gli eventi narrati ad essere “da romanzaccio”, ma il modo in cui ci vengono narrati) che ho fatto fatica a fare le sottolineature e i rilievi, tanti erano e tanto era assurdo quello che leggevo.

tre

Una violenza fisica così grave NON è un romanzo feuilletton. Vogliamo notare tutte le caratteristiche che vengono messe in rilievo che riguardano l’assassino?

Gelosissimo, innamorato, il suo primo amore, non ha retto alla pressione psicologica…. Eh, già, poveretto. Lui poteva essere un cliente abituale della ragazza, lui solo poteva farsi massaggiare da lei. Che donna crudele! Dopo che lui aveva persino lasciato il suo lavoro per lei! Avevano aperto insieme un salone per massaggi, ma chissà perché, ad un certo punto, quel lavoro così particolare che, quando lei svolgeva su di lui andava benissimo, quando  la ragazza lavorava per altri, ha smesso di andar bene.

Il racconto della violenza sottolinea, con toni da melodramma e dichiarazioni d’amore, la ferma volontà di uccidere del colpevole che ha provato ad ammazzare la sua ragazza con un coltello: 3 volte l’ha colpita e chissà quante altre volte, mentre lei cercava la fuga, ha provato ad infliggerle altri colpi di lama.

Eppure, nonostante la ferocia e la lucida volontà di uccidere, nonostante l’orrore e il chiarissimo marchio del patriarcato (il controllo ed il senso di possesso dell’uomo nei confronti della donna che ritiene essere sua), il pezzo de “Il Messaggero” si conclude ancora una volta in modo sconcertante, tanto pomposo, macabro e melodrammatico da richiedere ancora una volta un cospicuo numero di “segni rossi”

quattro

Sembra quasi che l’autrice del pezzo sia impietosita e parteggi per l’uomo. Quanto tempo dovrà passare in carcere un uomo innamorato? Quanto gli costerà l’aver amato quella donna? Il suo primo amore, così intenso, così folle?

Ma non basta. Lo so che non ci credete. Ma come potevano mancare le foto ammiccanti e sexy?

Davvero pensavate che ce le avrebbero risparmiate? (Io, invece, non le metto. Scelgo apposta di non farlo, ma le potete vedere cliccando sul link a inizio post che rimanda a “Il Messaggero”)

Le troviamo per ben due volte, all’interno dello stesso pezzo, a logico e ovvio corollario di tutto quello che la giornalista ci ha voluto dire:

“Un povero uomo innamorato di una donna bella e sensuale, una donna sessualmente provocante, non ha retto alla pressione psicologica ed è crollato, vittima (lui!!!!) della sua passione, così forte forse anche perché stava vivendo il suo primo amore”.

E’ proprio il caso di chiedere, a gran voce: “Vogliamo un #GiornalismoDifferente!”

 

 

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