#giornalismodifferente: la campagna continua

Il 25 novembre abbiamo lanciato la campagna #giornalismodifferente, per chiedere nuovo linguaggio e nuove rappresentazioni al giornalismo italiano.

giornalismo differente

Lo abbiamo chiesto sui social, da facebook a twitter, usando l’hashtag #giornalismodifferente e diffondendo ogni giorno quegli articoli e quelle immagini che non vogliamo più ci raccontino la cronaca.
Abbiamo rimandato al mittente, taggando il nome della testata del giornale, tutti gli articoli in cui un femminicidio veniva giustificato dalla gelosia, dalla disoccupazione o dal comportamento della vittima; tutti gli articoli che insistendo sull’avvenenza, la disponibilità o la condizione delle vittime di violenza le colpevolizzano, cercando in loro il motivo del “te la sei cercata”; tutti gli articoli corredati di foto sexy della vittima di un femminicidio per guadagnare qualche lettore in più; tutti gli articoli in cui le donne trans vengono trattate al maschile; tutti gli articoli che parlano di “capofamiglia” e “delitto d’onore”.

Non ci ha risposto nessun giornale, nessuna testata, continuamente interpellata ha ancora dato il minimo credito alle nostre richieste.

In compenso però, le adesioni sono state tante, ne servono altre, ma siamo già in ottima compagnia.

Finora hanno infatti aderito a #giornalismodifferente

A.Do.C. ( Assemblea delle donne comuniste), Adriana Terzo (giornalista), Afrodite K – La voce delle lavoratrici autonome con il tumore al seno…ma non solo, Alberta Ferrari ( chirurga senologa e blogger per L’Espresso ), Altereva collettivo A.R.PA.-Associazione Raggiungimento Parità,  Barbara Bonomi Romagnoli ( giornalista e scrittrice ), Brunilde Maffucci del quotidiano online Adinews.eu, Centro Antiviolenza Casa Delle Donne CaD-BresciaComitato Arcigay di Genova (Associazione LGBT Approdo Ostilia Mulas), Comunicattive,COSPE- Cooperazione per Sviluppo Paesi Emergenti onlus,  Cristina Obber ( giornalista e scrittrice ), Frammenti di un discorso pedagogico (blog), Gay.tv, Graziella Priulla (sociologa della comunicazione, docente all’Università di Catania), In Genere Web MagazineIntersexioni (blog/collettivo), La Città del Teatro di Cascina e la sua direttrice artistica Donatella Diamanti, La scuola delle mamme ( blog ), La community Mamme on lineMamme online – casa editrice, Lola ( blogger ), Lydia Mastrantuoni,segreteria prov. Napoli pdci e componente adoc nazionale, Lorenzo Gasparrini (attivista antisessista e blogger di “Questo uomo no“), Marta Traverso ( blogger ), Manuela Mattei ( blogger ), Mondo Nudo ( blog), Pasionaria.it (blog), Leggiero (Associazione nazionale Maschile Plurale), il blog Ricciocorso Schiattoso, Lola e il blog Ritenta sarai più fortunato, Cinzia Romano (giornalista), Olga (blogger “Il Porco a lavoro” ) , Sabrina Ancarola (Blogger “Mini Racconti cinici” ), Scosse – Associazione di promozione sociale, Sciopero delle donne, Simona Sforza ( blogger, “Nuvolette di Pensieri”), Stop Violenza Donne, Toponomastica Femminile, Alessandra – La Zitella Felice ( blogger),e poi i/le nostri/e lettori/trici

Jessica Alberti, Cassandra Capochiani, Emanuele Cinelli, Anna Gentile, Anna Giordano, Maria Dodi, Maurizio Mambretti, Catalina Méndez Castro, Barbara Osto, Silvia Rossini, Giuseppe Ruffa, Mirko Toffolo, Daniele Linari, Donatella Caione, Chiara Lo Scalzo, Flaviano Boquet, Loris Arrigucci, Manuela Mattei, Michelle Beleffi, Marta Clerici, Giulia Salomoni, Silvia Santarelli, Debora Cingano,  Laura Massaro, Sergio Ferraris, Miriam Previati, Nunzio Cuccia, Alessia Dulbecco, Valeria Conte, Simona Cappiello, Marialuisa Cremonesi, Daniela Gallerini, Valeria Fanari, Giovanna Fucina, Lukas Dvorak, Annapaola Fortunato

Inoltre, hanno parlato di #giornalismodifferente:

Stop Violenza DonneA.R.PA.-Associazione Raggiungimento PAritàLa scuola delle mammeLa zitella feliceComunicattiveGay.tvCasa editrice MammeonlineL’Espresso, Venetoblog, del Corriere del Veneto (Corriere.it) Cospe Adinews.eu

Ringraziando tutt* coloro che hanno deciso di aderire finora, lanciamo ancora una settimana di mobilitazione online, in cui continueremo con la rassegna stampa del peggior giornalismo italiano, prima di arrivare alla seconda fase della campagna, il 9 dicembre.

Questa consisterà nell’inviare il manifesto della campagna con le sue adesioni alle principali testate giornalistiche italiane, cercando di ottenere una risposta sui temi che abbiamo finora affrontato.

Cerchiamo il supporto di femministe, note o meno, giornaliste/i, scuole di giornalismo, o semplici lettori e lettrici stanch* di essere informati da una comunicazione parziale e che passa concetti ormai culturalmente superabili.

Diffondiamo #giornalismodifferente, servono ancora adesioni per non passare inosservate!

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