Family Day: un format omofobico da combattere ogni giorno

Oggi a Roma va in scena l’ennesima replica di una commedia tragicamente nota: il Family Day.

Da otto anni il mondo dei prolife ha scelto in Italia di istituire il giorno della famiglia tradizionale, il giorno in cui fanatici cattolici, fascisti, pessime scrittrici ( v. Costanza Miriano ) e intellettuali giocatori di poker ( v. Mario Adinolfi ) decidono di manifestare contro i diritti di donne, persone omosessuali o qualsivoglia essere autodeterminato.

Finora questa allegra combriccola di oscurantisti aveva espresso sobriamente il proprio parere contro l’aborto

77431 (1)anche in caso di stupro

112343442-cf33b11f-3498-42f9-bf93-84af15bf3b74e contro contraccettivi e libertà sessuali varie ed eventuali. Quest’anno il format cambia leggermente, ma la sostanza rimane sempre “Dio-Patria-Famiglia“.

Visto il risultato del referendum in Irlanda sui matrimoni omosessuali, irritati dal ddl Cirinnà sulle unioni civili e ancora angosciati da quel sogno erotico omosessuale fatto alle medie, la comitiva prolife quest’anno alza gli scudi contro “la teoria del gender”.

La teoria del gender è l’ultima trovata di Vicariato, Destre e Neofascisti per attaccare i movimenti femministi e LGBTQI ( ma ignorano per cosa stia sia la Q che la I ).

La teoria del gender sarebbe ciò che minaccia i bambini che codesta ciurma vuole tutelare ( e così sul palco di San Giovanni ecco l’hashtag #difendiamoinostrifigili che svetta sulla folla ). E’ una distorsione di qualsiasi rivendicazione di genere volta a dipingere attivist* e militant* come pervertit* che cercano di far diventare i piccoli italiani dei depravati.
Come? Superando le distinzioni di genere, superando il conflitto di genere uomo-donna, dando a ognuno la libertà che merita di crescere secondo la propria identità, senza chiuderci in stereotipi che giustificano le discriminazioni socio-economiche in cui siamo calate. E in questo solo qualcuno che è premiato da queste discriminazioni può vedere qualcosa di sbagliato.

I mezzi con cui si è pubblicizzato questo format quest’anno sono stati superiori alla media. Non solo articoli e articolacci di giornale, ma anche ad esempio una circolare scolastica in carta intestata del Ministero in cui la dirigente scolastica Anna Maria Altieri dell’istituto Micheli di Roma invita i genitori degli e delle alunne a partecipare al Family Day, indicando come sito di riferimento per informazioni scientifiche e imparziali proprio il sito difendiamoinostifigli.it.

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Cito Francesca Sironi su L’Espresso

Nelle righe inviate alle famiglie, la dirigente scolastica invita «ad informarsi, visto il silenzio dei media» sulle conseguenze per la «natura umana» dell’educazione all’affettività nelle classi. E giù una serie di accostamenti fra educazione sessuale e masturbazione infantile riportate, secondo la professoressa, addirittura dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. E giù un richiamo a un pericoloso emendamento sulla “parità di genere” contenuto nella Buona Scuola. Un’accozzaglia chiusa con un “non esprimo il mio giudizio, invito solo a riflettere” e un link al comitato “Difendiamo i nostri figli” che ha organizzato il Family Day di sabato 20 giugno a Roma.

Cercata per un confronto, la preside è stata irreperibile tutto il giorno, la vicepreside non può rispondere perché impegnata con i test Invalsi, e la segreteria si limita a spiegare che era una circolare ad uso interno, non pubblica, e che sarebbe stata «annullata», così provano a spiegare, da una lettera successiva, questa non verificabile. Sul contenuto della stessa, silenzio.

SEL e Movimento 5 stelle hanno depositato un’interrogazione rivolta al ministro Giannini:

Utilizzare una circolare un documento scolastico ufficiale – spiega la deputata di Sel Celeste Costantino – per diffondere notizie false e fare propaganda al sito della manifestazione è inaccettabile.

E chissà che il sottosegretario all’istruzione Faraone, non invii davvero gli ispettori che ha annunciato manderà a controllare l’istituto e la sua preside.

faraoneChissà poi se si ricorda che con #labuonascuola di Renzi episodi come questo potrebbero essere più frequenti, nonché giustificati dall’istituzione di “presidi sceriffi” del proprio istituto, che possono fare il bello e il cattivo tempo e indottrinare a loro piacimento classi su classi.

Ma non c’è solo una circolare. 
Gruppi neocatecumenali mandano missive su Whattsapp cercando di spedire i propri fedeli a Roma tra una eucarestia e l’altra

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e poi c’è lo spot “no all’ideologia del gender nelle scuole” e gli oratori che seminano odio omofobico e  un movimento prolife sempre più capillare nella sua comunicazione, che identifica la scuola come arena di propaganda per eccellenza.

Ovviamente, come per ogni campagna pubblicitaria, ci sono i super testimonial: il saggio  Papa, che bolla la teoria del gender come colonialismo ideologico vicino a quello dei peggiori totalitarismi, e dice

Lo stesso hanno fatto le dittature del secolo scorso. Sono entrate con la loro dottrina. Pensate ai Balilla, pensate alla Gioventù Hitleriana. Hanno colonizzato il popolo, volevano farlo. Ma quanta sofferenza. I popoli non devono perdere la libertà. Il popolo ha la sua cultura, la sua storia; ogni popolo ha la sua cultura. Ma quando vengono condizioni imposte dagli imperi colonizzatori, cercano di far perdere ai popoli la loro identità e fare una uguaglianza.

oppure Costanza Miriano la scrittrice che lancia provocazioni forti come quella di divorziare se le coppie gay potranno mai sposarsi – gesto  che denota particolare propensione alla condivisione e al rispetto che è alla base di ogni buona famiglia

Faccio una proposta, separiamoci tutti. Se lo Stato dovesse dare una valenza pubblica alle unioni di persone dello stesso sesso, se addirittura dovesse passare il ddl Cirinnà, che non solo dà un riconoscimento alle convivenze di persone indipendentemente dal sesso, ma le equipara in tutto tranne che nel nome al matrimonio, ritengo che noi che investiamo nella famiglia ci dovremmo separare civilmente

e infine il simpatico outsider, l’Adinolfi che se ricordate bene qualche tempo addietro era diventato addirittura un personaggio cool  e che oggi fonda i circoli “Voglio la mamma” contro aborto, eutanasia e matrimoni gay – per non farsi mancare nulla.

In questo momento l’evento è in corso, con le solite trite retoriche contro la libertà degli esseri umani di autodeterminarsi, contro le unioni gay, contro l’aborto, contro anche l’eutanasia – che non sia mai pensaste di poter decidere della vostra morte se non dovete decidere nemmeno della vostra vita.

Oggi possiamo scegliere di ignorare questa pletora di reazionari che vogliono negarci il diritto alla felicità, a decidere del nostro corpo, della nostra famiglia, dei nostri figli.
Possiamo ignorare coloro che ignorano che la società è già molto più avanti di loro, già più inclusiva dei figli di coppie omogenitoriali, già più solidale con donne che vogliono abortire, già più pietosa con coloro che vogliono smettere di soffrire. Oggi, possiamo ignorarli, perchè hanno già un grande palco in piazza San Giovanni.

Tutto il resto dell’anno però, dichiariamo apertamente che non staremo alle loro regole, che lotteremo sempre perchè i diritti siano per tutt* sempre, che non c’è famiglia più bella di quella senza repressione e speriamo che, a differenza di quanto successo per i Di.Co. stavolta si possa far sentire che le voci a favore del progresso sono di più e più compatte di quelle dell’oscurantismo.

Tutto il resto dell’anno ricordiamoci che la questione omosessuale non si risolve con i matrimoni gay e che alle donne non servono tutori, decostruendo e opponendoci a questo mostro reazionario che avanza.

E buona separazione a Costanza Miriano.

Qui un testo di Scosse con cui rispondere, anche via social, a circolari e whatsapp bufalari cattorepressivi.

 

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