Disamorex: “Farmaco” per donne a rischio di violenza

Un piccolo formato per un’idea geniale.

Mi sono trovata in mano (grazie a Donatella Caione) una confezione di “Disamorex”, il 26 novembre a Roma, durante la manifestazione “Non una di meno” e me ne sono innamorata.

“Disamorex” ha il formato e le sembianze di una medicina e si rivela un capolavoro di creatività, ricchissimo di informazioni e di spunti di riflessione per tutte quelle donne e ragazze che stiano vivendo una relazione e che magari stanno iniziando a domandarsi cosa sia quel “certo non so che” che a tratti le fa sentire a disagio nella loro vita di coppia.


Ho chiesto a Donatella Caione, della casa editrice Matilda Editrice, di raccontarci come è nata l’idea:

L’idea è nata all’interno dell’Associazione Donne in Rete, Nodo di sensibilizzazione della rete antidiscriminazione della Regione Puglia di Foggia, di cui faccio parte. Già durante la stesura di alcuni articoli del libro Sguardi Differenti avevamo discusso molto su alcune campagne contro la violenza che non riteniamo utili perché non offrono alternativa. In queste campagne, ogni cosa è narrata come se non ci fosse alternativa alla violenza.

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Da Chi è nata l’idea di “Disamorex”?

In particolare è nata da una idea della nostra Presidente, Lina Appiano, femminista, Counselor. Si è chiesta come poter sensibilizzare le donne sui fattori di rischio della violenza nei rapporti di coppia. Come fare a veicolare tutto ciò che nella relazione non è amore. Come rendere visibile la violenza invisibile, la mortificazione della libertà falsamente connotata come amore o come gelosia d’amore

Come è stata realizzata?

Ne abbiamo discusso, come siamo solite fare, e poi abbiamo cominciato a buttare giù le idee su come svilupparla. Ci siamo documentate approfonditamente e sulla base dell’esperienza di alcune di noi, abbiamo cominciato a delineare i testi dei vari cartoncini e del bugiardino e quindi li abbiamo rivisti insieme. I testi sono brevi ma sono il frutto di un lungo lavoro e di un confronto, per cercare le parole adatte e il registro narrativo più efficace.


15253640_10210323158622732_2590886028015639252_n“Disamorex” sembra proprio un farmaco, con tanto di foglietto illustrativo con le proprietà (il principio attivo è la consapevolezza), le indicazioni (si usa come prevenzione, “assumendo” le prime cinque bustine, e anche come pronto intervento, grazie alla bustina numero sei che indica a chi rivolgersi in caso di necessità), le destinatarie (donne di tutte le età e donne vittime di qualche forma di violenza), le controindicazioni (nessuna), la posologia (da “assumere” almeno una volta), le avvertenze, gli effetti collaterali (aumento della consapevolezza = aumento dell’autostima), ed altre voci simili, tipiche dei “bugiardini” farmaceutici.

Chiedo ancora a Donatella:

Quali sono state le maggiori difficoltà?

 

Infilare i cartoncini nelle bustine… Scherzi a parte…la maggiore difficoltà è sorta quando ci siamo chieste come narrare la violenza e il rischio ad essa legata senza cadere nella trappola del giudizio o del consiglio. Abbiamo deciso di distinguere i vari tipi di violenza: verbale, psicologia, fisica e, naturalmente, trasversalmente a tutte, quella economica. Dopo varie bozze e molteplici tentativi, abbiamo deciso di rivolgerci direttamente alle donne con semplici domande che percorrono tutti i fattori di rischio di violenza e, soprattutto, i fattori i rischio di recidiva. È stato utile coinvolgere, in questa fase, la rete RIVIVi (rete per la valutazione del rischio di violenza) composta da Donne in rete, capofila, Matilda editrice, l’Associazione Logos e il CPO ordine forense di Foggia, oltre ad alcuni Centri Antiviolenza della Regione Puglia.

15232284_10210323138022217_5098482241737292810_nCome mai un cartoncino dedicato in modo specifico alle adolescenti?

Perché è una problematica completamente diversa. Spesso nelle relazioni fra adolescenti non c’è vera violenza ma ci può essere il “seme” di un rapporto di lieve prevaricazione. Ed è facile per le adolescenti scambiare il senso di possesso per una sana e normale gelosia. Se nel bugiardino spieghiamo che il “principio attivo” su cui si basa Disamorex è la consapevolezza, siamo convinte che siano proprio le adolescenti ad avere bisogno di maturare la consapevolezza

Ogni cartoncino, tranne il primo (dedicato alla definizione di violenza maschile contro le donne) e l’ultimo (che reca numeri di telefono e riferimenti utili in caso si riconosca di stare vivendo una relazione violenta), sono stampati con un elenco di dieci serie di domande, atte ad aiutare a riconoscere le varie forme di violenza.

Di “Disamorex” non ne ho mai abbastanza e incalzo Donatella:

Dove viene distribuito attualmente? In che modalità?

La prima distribuzione l’abbiamo fatta in una scuola superiore, il 25 novembre scorso, durante la presentazione ufficiale di Disamorex, rivolta contemporaneamente alla stampa e a ragazze/i dell’ultimo anno. Stiamo poi per consegnare un importante quantitativo alle farmacie della nostra città, dove Disamorex sarà messo a disposizione gratuitamente delle clienti.

E allora, “Disamorex” per tutte! Per le amiche, le sorelle, le ragazze, le conoscenti…

Come si fa ad avere Disamorex? Se ne possono avere tante confezioni, per distribuirle a scuola o in altri luoghi?

Si può ottenere una scatola acquistando un libro sul sito di Matilda Editrice – Mammeonline Per avere un quantitativo maggiore ci si può rivolgere all’Ass. Donne in Rete. L’associazione chiede solo un contributo libero che le permetterà di autofinanziarsi per continuare a “produrre” Disamorex.

 

 

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